martedì 24 settembre 2019

Eurozona, l'economia va peggio del previsto: lo dice Draghi

L'ultima audizione di Mario Draghi, nelle vesti di capo della BCE, al Parlamento europeo a Bruxelles non ha riversato grande ottimismo nel Vecchio Continente. “Dalla mia ultima audizione davanti questa commissione lo slancio dell'Eurozona è rallentato significativamente - ha avvertito - più di quanto avevamo anticipato".

Draghi scuote la Eurozona

Le raccomandazioni ai Paesi dell’eurozona partono dai dati: il Pil è ora previsto a 1,1% nel 2019, meno -0,6 punti dalle proiezioni di dicembre, e 1,2% nel 2020, meno -0,5 punti da dicembre. L’economia della eurozona non sta quindi mostrando alcun convincente segno di ripresa. Inoltre il calo persistente nel settore manifatturiero rischia di ripercuotersi sul resto dell’economia (In Europa l’indice manifatturiero, che misura le aspettative dei direttori degli acquisti delle aziende manifatturiere, è sceso a 45,6 punti). "Nel prossimo futuro e l’equilibrio tra rischi e prospettive di crescita rimane orientato al ribasso”, ha detto Draghi.

E' questo del resto il motivo per cui la Bce ha tenuto e continuerà a mantenere una politica monetaria accomodante, anche nei prossimi anni. Le ultime misure prese dall'Eurotower prevedono il lancio di un mini-quantitative easing da 20 miliardi al mese e un ulteriore taglio dei tassi sui depositi presso la banca centrale.

Cosa dovrebbero fare i singoli Paesi

Ma l'azione della BCE da sola non è sufficiente, e per questo Draghi chiede ai Paesi dell’eurozona di avere una “strategia economica coerente” che “completi l’efficacia della politica monetaria”. A quei paesi che hanno un sufficiente spazio di manovra nei bilanci (come la Germania), il governatore uscente della BCE chiede di agire rapidamente. A questi Paesi dell'Eurozona che hanno un debito alto (come l'Italia) invece lancia l'invito a dovrebbero perseguire politiche prudenti e rispettare gli obiettivi.

Riguardo specificamente all'Italia, Draghi chiarisce che non potrà contare su una riduzione del debito garantita da un livello dei tassi di interesse stabilito dalla Bce. E al nostro Paese detta anche i compiti: fare riforme, a cominciare dal mercato del lavoro, dal sistema giudiziario, dalla scuola.

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