Si sapeva che la corsa frenetica dell'oro non poteva durare ancora a certi ritmi. Meno facile era immaginare una correzione così profonda, perché sul Gold Metal ci sono state vendite così massicce come non si vedeva da quindici anni a questa parte.
Cosa ha innescato le vendite
La cosa particolare è che l'attuale conflitto in Medio Oriente in teoria dovrebbe alimentare la corsa ai beni rifugio, e quindi spingere gli acquisti e non le vendite sull'oro. In realtà sono altri i fattori che hanno provocato il sell-off sul metallo pregiato, spingendo l'oscillatore stocastico trading (cos'è?) in ipervenduto. Un mix legato all'andamento dell'inflazione e al rialzo dei tassi di interesse, al rafforzamento del dollaro e alle vendite forzate sui futures.
Il problema dei tassi di interesse
Con il conflitto in Medio Oriente, e soprattutto con la chiusura dello stretto di Hormuz, il mondo della finanza ha cominciato a temere con forza una feroce crescita dell'inflazione. Di conseguenza sono aumentate le prospettive che le banche centrali cominceranno di nuovo ad alzare i tassi di interesse nelle prossime riunioni. Tassi di interesse più alti penalizzano l'oro, che è un bene che non produce rendimento.
Il rafforzamento del dollaro
Un altro elemento che provoca le vendite sull'oro è il forte rafforzamento del dollaro americano. L'escalation geopolitica ha favorito i flussi di denaro verso il biglietto verde, che viene percepito come bene rifugio alternativo. Questo comprime il valore relativo dell'oro che è denominato proprio in dollari.
Le vendite forzate sui futures
Un altro aspetto che sta penalizzando il lingotto è la liquidazione di posizioni lunghe da parte degli hedge fund piu grandi al mondo e dei Trader sistematici. Ciò ha amplificato il movimento ribassista del prezzo dell'oro, con una forte domanda di protezione al ribasso.
Il crollo delle quotazioni
Dal massimo storico di quasi 5200 dollari per oncia, toccato lo scorso 10 marzo, sono passati poco più di 15 giorni. Tanto è bastato però per assistere ad un crollo verticale del prezzo dell'oro. Le vendite hanno spinto le quotazioni del lingotto fin sotto 4.100 dollari per oncia nella seduta del 23 marzo, poi c'è stato un rimbalzo oltre 4.400 dollari. Resta però un bilancio estremamente negativo nelle ultime sedute, il peggiore degli ultimi 15 anni.

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