Come cambierebbe l'imposta
In base a questa nuova imposta, le grandi imprese che operano su internet non verrebbero più tassate in base ai redditi generati, bensì in base la loro fatturato. Questa rivoluzione impedirebbe a chi opera nel mondo "virtuale" di ricorrere a un espediente che finora ha funzionato: stabilire la sede in paesi con fiscalità leggera, e operare da lì in tutto il mondo.
Sapete quanto paga ad esempio Google? Tra il 6-9% di tasse a livello planetario. Rispetto al suo fatturato, in Europa le imposte oscillano tra lo 0,36-0,82% del fatturato. Fa anche "peggio" Facebook, i cui ricavi finiscono appena per lo 0,10% nelle casse del Vecchio Continente.
Con il nuovo meccanismo invece non si potrebbe più sfuggire alle maglie del fisco. Ma c'è anche chi come l'Estonia propone un altro schema di imposizione fiscale ai "big" di Internet, basandosi sul numero di clienti che hanno in ogni Paese.
Arrivare a fine percorso però sarà durissimo. Infatti una proposta di tipo fiscale richiede l'unanimità per l'approvazione. A remare contro - come detto - ci sono i "paradisi fiscali" del digitale: Lussemburgo, Olanda, Cipro, Malta e Irlanda.
Nessun commento:
Posta un commento