martedì 11 maggio 2021

Debito pubblico, possibile soglia record di 3000 miliardi entro i prossimi tre anni

Il debito pubblico dell'Italia - che nel 2020 il debito ha superato i 2.500 miliardi - potrebbe superare il tetto dei 3mila miliardi di euro nel giro dei prossimi tre anni. Questa è la fosca previsione di Unimpresa, che prevede che si genererà una ulteriore voragine nei conti pubblici dello Stato.

La situazione del nostro debito pubblico

Il motivo alla base dell'impennata del debito pubblico è la pandemia, che ha innescato una crisi economica che si è instaurata su una situazione già molto difficile per le nostre finanze pubbliche. Per questo agirà da amplificatore della spesa, aumentando il buco nei conti dello Stato.
Secondo le previsioni del centro studi Unimpresa, nel quinquennio 2020-2024 si genererà un ulteriore debito pubblico per 624 miliardi. Su di esso (per circa 220 miliardi) incideranno anche il Recovery Fund e gli altri 30 miliardi garantiti dal governo per assicurare la ripresa.

Draghi rassicura

E' chiaro che era praticamente inevitabile, a causa della pandemia, un peggioramento delle condizioni economiche dello Stato. Inoltre il premier Mario Draghi ha minimizzato la questione, dicendo che non occorre preoccuparsi dell’aumento del debito, dal momento che i bassissimi tassi di interesse fanno sì che gli investitori continuino a considerare il nostro debito assolutamente rimborsabile.

Il problema degli sprechi

Eppure un problema grosso c'è. Il debito pubblico italiano rende assolutamente necessario programmare bene la spesa. Usare i soldi europei solo per mettere delle "pezze", significa ritrovarsi con un debito pubblico più elevato ma con un'economia che non ha fatto progressi strutturali.
L'obiettivo deve invece essere arrivare a una crescita economica sostenuta e costante, che favorirebbe l’aumento delle entrate tributarie e quindi, in modo progressivo, un riequilibrio delle finanze dello Stato.

In sostanza quindi, la crescita del debito pubblico deve preoccuparci nella misura in cui le risorse in arrivo dall’Unione europea non verranno indirizzate al meglio, riducendo al minimo gli sprechi di denaro pubblico.

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