mercoledì 25 gennaio 2017

Forex, il rublo acquista semprepiù forza sul dollaro. Cremlino preoccupato

I dubbi sempre più forti sulla presidenza Trump e i dati incoraggianti riguardo la crescita della Russia, stanno spingendo con sempre maggiore forza il rublo nei confronti del dollaro. In questo primo mese del 2017, il biglietto verde ha pesantemente rallentato la marcia dopo un rally lungo iniziato con l'elezione di Trump (l'unica valuta contro la quale è durato poco è stata proprio quella russa). Proprio i primi discorsi del neopresidente però, hanno finito per alimentare lo scetticismo del mercato. Pochi contenuti concreti e molto spirito protezionista, ovvero quello che al mercato non piace.

Il futuro del cross Usd-Rub nel Forex

Il dollaro così perde sempre più quota. Il cambio con il rublo russo sta viaggiando al ribasso, avvicinandosi ai minimi degli ultimi 18 mesi (quota 58,9) e secondo il Demarker indicator si troviamo in ipervenduto.

Soltanto il calo del prezzo del petrolio ha frenato questa discesa del cross e l'apprezzamento del rublo, tanto forte finora da generare anche qualche preoccupazione alle autorità del Cremlino.
Eppure proprio il petrolio aveva dato avvio all'ascesa dalla divisa di Putin. Il taglio alla produzione decisa dal OPEC a novembre ha spinto l'apprezzamento dell'oro nero, fonte di ricchezza per la Russia.

E' cominciata così una sempre maggiore spinta dei capitali esteri verso la Russia. Cosa che desta qualche perplessità al Cremlino, dove sanno bene che prima o dopo qualcuno comincerà a vendere e questo rischia di far schizzare la volatilità, così come è accaduto nel 2014 quando il cambio Usd-Rub cominciò a salire rapidamente e nel giro di sei mesi passò da 33 a 77 (abbiamo sfruttato i dati storici di 24option, opinioni visibili qui).

Dal punto di vista tecnico, quel minimo al quale accennavamo all'inizio (58,9) rappresenta una quota importante. Se infranta potrebbe infatti aprire a una nuova ondata rialzista per il rublo, e quindi generare ancora più preoccupazioni in Russia. Ecco perché qualcuno si aspetta un movimento da parte della Banca centrale.