Arriva il via libera da parte della
Banca europea per gli Investimenti (BEI) a un maxi finanziamento per realizzare il gasdotto Tap (Trans Atlantic Pipeline). Si tratta di un'opera che porterà il gas dell'Azerbaijan in Italia attraversando la Grecia settentrionale, l'Albania, l'Adriatico e la Puglia. Il prestito concesso dalla
BEI è pari a 1,5 miliardi di euro, ed è stato così deciso dopo "discussioni dettagliate", tenuto conto che rientra tra i progetti energetici strategici dell'Ue. La ragione va ricercata nelle sue
implicazioni positive riguardo alla sicurezza energetica, la differenziazione degli approvvigionamenti e la riduzione della dipendenza dalle importazioni russe di gas.
L'analisi del finanziamento

Complessivamente i progetti per i quali è stato approvato il finanziamento sono
36 progetti, per un totale di 6,5 miliardi di euro. Quello per il TAP è il più consistente nonché uno tra i maggiori mai concessi dalla Banca. Del resto anche l'obiettivo è ambizioso: diminuire la
dipendenza dal metano russo e di conseguenza ridurre i prezzi per il consumatore europeo.
L'obiettivo è cominciare con le prime forniture nel 2020, per salire sino a 10 miliardi di metri cubi di metano azero.
Va detto che questa opera è stata al centro di una disputa notevole in Italia.
La Regione Puglia si è sempre detta contraria a far passare il TAP nella regione, adducendo problematiche di carattere naturalistico (la località dove dovrà approdare la condotta sottomarina è la besslissima spiaggia di San Foca di Melendugno.). Per questo motivo da tempo sono in corso contestazioni 'No Tap' e sono stati portati avanti diversi ricorsi legali.
Nonostante le proteste nel Salento, però la tabella di marcia dei lavori andrà comunque avanti. Bisogna anche evidenziare che le
proteste sono forti anche da parte delle associazioni ambientaliste europee, secondo le quali le emissioni che ne deriveranno saranno persino maggiori del carbone.
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