mercoledì 21 luglio 2021

Pagamenti, la UE propone un tetto massimo di 10mila euro per i contanti

La battaglia tra i pagamenti in contanti e quelli elettronici continua ad andare avanti. E' una questione culturale e di abitudine che spinge ancora all'utilizzo dei primi, mentre motivi di trasparenza, comodità e tracciabilità spingono i secondi.

Il nuovo tetto ai pagamenti in contanti

In questo scenario, la Commissione europea è intervenuta con una nuova proposta. Vuole limitare l'utilizzo dei pagamenti in contati a 10mila euro, fissando un tetto unico in tutta l'unione. La ratio della legge è quella di fermare la circolazione di ingenti somme di denaro non tracciabili, che potrebbero agevolare la criminalità organizzata.

Chiaramente, quei paesi che già per loro conto hanno determinato dei limiti più stringenti potranno mantenerli.
In Italia, ad esempio, da circa un anno c'è un nuovo limite all'uso del pagamento in contanti. Fino agli scorsi anni era fissato a 3.000 euro, da luglio 2020 la nuova soglia massima è di 2.000.

Va detto che da sono sempre di più gli italiani che dicono addio al contante e gli preferiscono le carte.

La nuova unità europea speciale

La proposta della UE è inserita nel pacchetto sulle politiche contro il riciclaggio di denaro (AML) e il finanziamento dei gruppi terroristici (CFT).
All'interno di questo stesso pacchetto c'è anche un'altra interessante misura, quella che vuole creare una sorta di unità speciale per la lotta al riciclaggio. L'acronimo italiano di questa unità è AMLA, e il suo scopo sarà quello di coordinare le diverse autorità nazionali, in modo che "il settore privato applichi in modo corretto e coerente le norme Ue". Dovrà risolvere i cavilli legali che permettono alle organizzazioni criminali di operare e aggirare i sistemi fiscali nazionali.

Tempi non brevi

La commissione UE ha spiegato che questo pacchetto mira a rendere più efficace il processo di individuazione delle operazioni e delle attività sospette.
"Ogni nuovo scandalo di riciclaggio di denaro è uno scandalo di troppo e ci ricorda che il nostro lavoro per colmare le lacune del nostro sistema finanziario non è ancora finito. Per questo occorre una rigorosa vigilanza", ha affermato Dombrovskis.
Il pacchetto potrebbe entrare in vigore nel 2024, dopo l’approvazione di Parlamento Europeo e Consiglio europeo.

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