giovedì 15 settembre 2016

Mps, il nuovo ceo è Marco Morelli. Ma si dimette il presidente

La vicenda Montepaschi regala un altro colpo di scena. Ieri era annunciato il cda che avrebbe dovuto dare investitura ufficiale a Marco Morelli, cui spetterà il compito di traghettare l'istituto senese verso acque più tranquille, dopo che Fabrizio Viola ha detto addio settimana scorsa. Ma a sorpresa, nello stesso Cda svolto a Milano sono arrivate anche le dimissioni del presidente Massimo Tononi.

Via il presidente di Mps

Tononi era presidente dal 15 settembre 2015, e il suo addio è strettamente legato a quello di Viola. Del resto fu lui a dare massimo sostegno all'ex amministratore delegato, e proprio per questo ha deciso di lasciare come ha fatto lui. Da giorni c'erano forti pressioni da parte del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, spinto dalle banche d’affari del consorzio di pre-garanzia dell’aumento di capitale da 5 miliari di euro. A capo di queste ultime ci sono Jp Morgan e Mediobanca, da dove sarebbe partito l'input di un necessario cambio al vertice.

Il presidente Tononi rimarrà al comando fino alla prossima assemblea (novembre?), ma sulle sorti della sua carica rimangono dei dubbi. Verrà nominato un presidente ad interim fino al termine dell’aumento di capitale e alla conclusione dell’operazione di salvataggio, oppure verrà scelto un nuovo presidente effettivo?

Morelli scelto all'unanimità

Intanto, la nuova certezza si chiama Marco Morelli. Scelto dal cda di Mps all’unanimità. Morelli entrerà in carica a partire dal prossimo 20 settembre, e sarà ancora direttore generale di Montepaschi. «Il Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato Nomine - si legge in una nota di Mps -, è giunto all’unanimità alla conclusione che Marco Morelli, in virtù della sua rilevante esperienza internazionale unita alla profonda conoscenza del settore bancario italiano, sia il profilo più idoneo a ricoprire il ruolo di Amministratore Delegato e Direttore Generale».

E' stata resa nota, inoltre, la cifra che percepirà l'ex ad Fabrizio Viola come liquidazione: 3,089 milioni di euro. Viola ha assicurato la sua disponibilità a fornire fino al 15 ottobre 2016 il proprio contributo in un’ottica di adeguata «business continuity» e passaggio di consegne.