giovedì 1 giugno 2017

Ricapitalizzazione Mps, ottimismo sul via libera da Bruxelles

La ricapitalizzazione precauzionale di Mps (che porterà il Tesoro ad avere circa il 70% del capitale di Rocca Salimbeni) aspetta il via libera da Bruxelles, e a tal proposito cresce l'ottimismo nel board dell'istituto toscano. A margine dell’assemblea in Banca d’Italia, l’amministratore delegato Morelli infatti si è detto fiducioso riguardo l'esito della vicenda, e sulla possibilità di finalizzare il piano di ristrutturazione della banca.
Una risposta da Bruxelles potrebbe giungere nel giro di qualche giorno, anche perché l'esclusiva per la cartolarizzazione degli Npl è stata data ad Atlante fino al 28 giugno. Quindi ci si attende ben prima di quella data il via libera.

Le novità sulle Spv in ottica ricapitalizzazione Mps

Ricordiamo che Mps ha affidato al Fondo Atlante la cartolarizzazione dei crediti in sofferenza, mentre per i veicoli spv, ovvero quelle società che acquisiscono i crediti per poi cartolarizzarli, la manovra del Governo ha previsto un emendamento che allarga il campo di azione aumentandone i mezzi, gli strumenti e la flessibilità.

La società-veicolo infatti potrà acquistare e occuparsi anche di beni sottostanti il leasing entrati in possesso della banca a seguito di insolvenza o mancato rispetto del contratto. Sarà inoltre possibile acquistare crediti deteriorati con ristrutturazione in corso. Avranno inoltre la facoltà di erogare finanziamenti, cosa importante specie quando le banche che cedono il credito deteriorato non sono più in grado di erogare prestiti al debitore in difficoltà.

Riguardo le possibili frizioni con Bruxelles circa il piano industriale di Monte dei Paschi, c'è un capitolo delicato relativo ai tagli. Bruxelles vorrebbe che il rapporto tra costi e ricavi tendesse al 42-43%. In sostanza circa 5000 esuberi (e inizialmente erano addirittura 10mila) mentre per gli sportelli la richiesta UE è di 800 filiali in meno. Quelli che invece sono stati previsti da Monte dei Paschi a novembre ammontano a 2.900 e 600 filiali, anche perché ridurre personale e filiali comporterebbe un ostacolo maggiore al ritorno alla redditività.