Anche i prezzi cominciano a salire. Infatti l'indice che li misura ha mostrato un segnale di controtendenza rispetto al passato. Nel 2017 infatti aumenta del 1,2% e dice addio alla deflazione. Malgrado questo rimaniamo ancora distanti dal valore auspicato dalla BCE, che è del 2%. A spingere l’indice generale dei listini di beni e servizi concorrono, su base annua, in particolare gli aumenti dei prezzi per i trasporti (+2,7%), i prodotti alimentari (+1,6%), le voci relative all’abitazione, acqua, luce e combustibili (+1,9%).
Pressione fiscale incide su consumi e risparmio
Secondo l’analisi dell’Istituto di statistica, la pressione fiscale nel trimestre estivo risulta al 40,3%. C'è stato quindi un calo dello 0,4% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. Come detto, è anche il valore più basso che sia stato registrato da sei anni a questa parte. Il dato relativo alla pressione fiscale nei primi nove mesi del 2017 si attesta invece al 40,2%, anche in questo caso è il livello più contenuto dal 2011.Questi dati spingono ad un cauto ottimismo gli attori della nostra vita economica. Confcommercio vede la possibilità che la crescita dei prezzi e l’incremento del reddito disponibile possano dare il via a un 2018 positivo sul fronte della spesa e dei consumi.
Ultimo dato interessante è il miglioramento del deficit nel corso del 2017. Infatti il disavanzo pubblico si è assestato al 2,3% del PIL nel corso dei primi nove mesi del 2017, registrando un andamento positivo dello 0,2 punti rispetto allo stesso periodo del 2016. Siamo al valore più basso dell’ultimo decennio.
