venerdì 26 marzo 2021

Industria farmaceutica, il boom vaccini non si esaurirà solo nel 2021

Mai come nell'ultimo anno, l'industria farmaceutica è stata messa sotto pressione. La corsa al vaccino anti-Covid è stata intensa. Anche se la sua diretta incidenza sui profitti è - a differenza di quanto si crede - poco roba, il miglioramento dell'immagine farà la differenza in futuro, anche sui bilanci. Del resto, sono state sotto i riflettori per oltre un anno.

Il 2020 dell'industria farmaceutica

Un altro errore che si commette quando si parla dell’industria farmaceutica, è pensare che sono i big del settore a sviluppare la crescita più forte grazie all'effetto pandemia. Abbiamo sentito parlare di Pfizer, BioNTech, AstraZeneca, Moderna e Johnson&Johnson. In realtà, le multinazionali sono andate peggio rispetto a realtà più piccole, focalizzate principalmente su ricerca mirata e sviluppo oppure su aspetti meno "visibili" della lotta al Covid. Fermi restando comunque gli ingenti investimenti sostenuti dai big del settore.

Italia e investimenti

In Italia ad esempio l'industria farmaceutica comprende un foltissimo gruppo di aziende che fanno investimenti in ricerca e sviluppo. Ad esempio Abiogen Pharma, Alfasigma, Angelini, Chiesi, Dompé, I.B.N. Savio, Italfarmaco, Kedrion, Mediolanum, Menarini, Molteni, Recordati e Zambon.
Inoltre nel nostro Paese gli investimenti negli ultimi cinque anni sono cresciuti più della media europea.

Il futuro

E' chiaro che i vaccini anti Covid stravolgeranno il mercato. Per le così dette Big Pharma la fornitura di dosi in tutto il mondo, produrrà un guadagno assicurato compreso tra i 120 e i 150 miliardi di dollari. Peraltro si parla soltanto con riferimento all'anno 2021, ma vaccini e guadagni procederanno ancora di pari passo in futuro.

Bisogna poi considerare che il Covid in futuro verrà trattato come si fa con l'infleunza, per cui saranno necessari perodici richiami. Tra varianti e mutazioni del virus, le Big Pharma potranno così continuare a intascare fiumi di denaro, anche perché si renderanno necessari gli "aggiornamenti".
Nel medio-lungo periodo, quindi, potranno irrompere sul mercato vaccini nuovi, mai sentiti o innovativi.

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