martedì 1 aprile 2025

Mercato azionario USA, si è chiuso il peggior trimestre dal 2022

La più grande preoccupazione per gli investitori in questo momento sono gli effetti della guerra dei dazi preannunciata da Trump e in partenza domani 2 aprile. Il timore che una battaglia a colpi di tariffe possa innescare una frenata economica hanno portato il mercato azionario statunitense a chiudere il peggior trimestre dal 2022.

Bilancio negativo per il mercato azionario

Il nervosismo degli investitori è palpabile sempre più con il passare dei giorni, ed il mercato azionario a stelle e strisce riflette questo stato d'animo. 

Se il peggio deve ancora venire c'è da preoccuparsi, visto che i primi tre mesi di quest'anno si sono chiusi con un calo di quasi il 5% per l'indice S&P500. Non andava così male alla borsa di New York dal terzo trimestre del 2022. Il grafico dell'indice lo ha spinto al di fuori delle nuvole Ichimoku, mandando messaggi fortemente ribassisti al mercato.

Paura della recessione

Investitori e banchieri di Wall Street temono che le tasse imposte da Donald Trump ai partner commerciali statunitensi possano provocare una frenata della maggiore economia mondiale ed alimentare nuovamente la spirale inflazionistica. Diversi i sondaggi hanno ultimamente evidenziato che la fiducia dei consumatori americani e delle imprese è notevolmente peggiorata.

La previsione fosca di Goldman Sachs

Durante l'ultimo fine settimana gli analisti di Goldman Sachs hanno ulteriormente appesantito l'umore del mercato azionario, affermando che l'inflazione prevista per fine anno crescerà rispetto alle previsioni precedenti, e che l'economia americana rischia una recessione il prossimo anno con una probabilità del 35% (era al 20% in occasione dell'ultima stima).

In fuga dagli asset rischiosi

La minaccia dei dazi aumenta il premio di rischio che si paga sul mercato azionario, che comunque ha anche altri problemi tra i quali la frenata della crescita e un settore pubblico in contrazione. I titoli delle grandi aziende tecnologiche, che negli ultimi anni hanno dominato la scena del mercato azionario americano facendo la gioia di chi seguiva i trend following indicatori, stanno subendo un forte calo da inizio anno (il Nasdaq è sceso del 10%). Ad alcune è andata particolarmente male, come il colosso dei chip Nvidia che ha perso il 20%, oppure Tesla che ha perso quasi il 40%.

In questo scenario così complicato gli investitori si sono spostati verso dei asset sicuri, in particolar modo l'oro, il cui prezzo per oncia e schizzato oltre i 3.100 dollari.