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martedì 10 ottobre 2023

Acquisti sull'euro, che riprende quota dopo un periodo difficile

Dopo essere scivolato anche sotto la soglia di 1,05, l'euro è riuscito a rialzarsi in questo martedì che in generale è stato molto positivo per gli investitori, visto che anche sulle borse di tutto il mondo è stata giornata di acquisti.

Cosa ha spinto il mercato a fare acquisti

Dopo che l'umore si era fatto cupo a seguito della escalation di violenza in Medio Oriente (favorendo così gli acquisti sui beni rifugio come il dollaro), lo scenario martedì ha fatto di nuovo spazio all'appetito per il rischio. Tutto questo grazie soprattutto alle dichiarazioni che sono giunte da esponenti sia della BCE che della FED.

I messaggi accomodanti

Per la banca centrale europea ha parlato soprattutto il vicepresidente Luis de Guindos. Egli ha affermato che l'inflazione dovrebbe continuare a scendere, e questo riduce le possibilità di nuove strette da parte della Eurotower. Tuttavia occorre avere cautela a causa dell'incertezza sui prezzo del petrolio per via degli eventi in Medio Oriente.

Anche un altro membro della banca centrale europea, François Villeroy de Galhau, ha detto cose analoghe, evidenziando che l’inflazione dovrebbe continua a scendere fino a raggiungere l’obiettivo di circa il 2% entro la fine del 2025.

Altra scossa dalla FED

A dare ulteriormente buonumore agli investitori sono le dichiarazioni in arrivo dagli USA, dove i funzionari della FED hanno suggerito la banca centrale potrebbe essere dissuasa dall'intento di alzare ancora i tassi, visto il forte aumento dei rendimenti dei Treasuries a lungo termine.
Il membro della FED di Atlanta, Raphael Bostic, ha sottolineato che non c'è bisogno di alzare ancora i tassi d'interesse.

Annotazione: se vi interessa negoziare l'euro, imparate le figure di base come il triangolo trading simmetrico.

L'euro si risolleva

Sotto il profilo tecnico, l'euro ne ha approfittato per riportarsi oltre la soglia di 1,06 rispetto al dollaro (ma chi ha fatto strategie di scalping 1 minuto non ha ottenuto granché). La valuta unica si è così nuovamente allontanata dal minimo di dieci mesi di 1,044 che toccò settimana scorsa. ma è decisamente presto per dire se questa ripresa potrà intaccare il trend ribassista che ormai è in corso da luglio, quando il rapporto tra le due valute era addirittura oltre 1,12.

venerdì 25 settembre 2020

Mercato valutario, il dollaro è rimbalzato ma quanto durerà questa spinta?

Nelle ultime settimane si è assistito a un andamento molto altalenante del mercato valutario, in special modo riguardo al dollaro USD. La valuta a stelle e strisce era reduce da un lungo periodo di deprezzamento, ma negli ultimi giorni ha invertito decisamente la rotta. Quali prospettive ci sono per il futuro? 

Cosa accade sul mercato valutario

Va anzitutto precisato che il cambio di tendenza recente sul mercato valutario è frutto dei gravi timori derivanti dal Covid. I mercati tremano al pensiero di vivere una situazione analoga a quella della primavera scorsa, con lockdown diffusi in tutto il mondo. Questo provocherebbe una nuova brusca frenata nel percorso già difficile di ripresa economica.
Per questo gli investitori si sono comportati di conseguenza, gettandosi sul dollaro nella sua veste di safe haven e asset più liquido.

Dollaro e fondamentali

Tuttavia il cambio di rotta della Federal Reserve verso un target di inflazione medio, e il fatto che i rendimenti reali dei Treasuries siano negativi, fanno ritenere che i fondamentali siano ancora poco favorevoli al biglietto verde sul mercato valutario. Magari si verificherà prima un consolidamento. Magari il movimento blando proseguirà per diverso tempo. Sono tutti comunque più o meno concordi sul fatto che difficilmente il dollaro continuerà a spingere forte. A meno che, chiaramente, la crisi pandemica non prenda una brutta piega.

Nota tecnica: quando si intendono fare operazioni sul mercato delle valute, bisogna conoscere dei concetti fondamentali. Ad esempio cos'è il trailing stop loss.

USD contro euro e franco

Tenuto conto di quanto detto finora, l'idea di molti analisti è quindi che sul mercato valutario il cambio euro-dollaro possa riavvicinarsi in futuro a quota 1,20. Invece il cambio euro-franco svizzero potrebbe spingersi al rialzo, colmando una parte dell’insolito gap della coppia euro-dollaro (qui si parla delle previsioni cambio franco svizzero dollaro). Ricordiamo a tal proposito che la BNS - la banca nazionale svizzera - ha mantenuto invariato il suo tasso di interesse principale al -0,75%, aggiungendo che continuerà ad intervenire sul mercato dei cambi per evitare che il franco si apprezzi troppo.

lunedì 20 luglio 2020

Valute, l'euro comincia forte la nuova settimana sui mercati finanziari

La settimana sembra partire con il piede giusto per l'euro sul mercato delle valute. La moneta unica si è mossa sui massimi di 4 mesi contro il dollaro, spinta dalla speranza che questa giornata possa portare nelle novità importanti sul fronte Recovery Fund. 

Il problema Recovery Fund e le valute

In realtà i colloqui del Consiglio Europeo non hanno ancora sbloccato la situazione. A Bruxelles non si arresta il braccio di ferro sugli aiuti che l'Ue metterà in campo per provare a superare la crisi economica provocata dall'emergenza coronavirus. Al terzo giorno di negoziati e al termine di una lunga giornata di bilaterali rimangono le distanze sui fondi da stanziare. La trattativa a oltranza del vertice Ue sul Recovery fund riprenderà oggi alle 16. Sul tavolo due nuove proposte di Michel: 400 o 390 miliardi di sovvenzioni. Questa soluzione "condurrebbe un maggiore sconto per i Paesi che ne hanno diritto e quella da 390 miliardi un minore sconto", ha detto il nostro premier Conte.

Intanto nelle prime ore di negoziazione settimanale sul fronte delle valute, l'euro ha guadagnato molti forex pips (cosa sono), passando a $ 1,1439, appena sotto un massimo di quattro mesi di $ 1,1452 toccato mercoledì.

Consiglio: prima di fare investimenti imparate a conoscere quanto vale un lotto forex. Se non si hanno le basi del mestiere è inutile avventurarsi nei mercati delle valute.

Il momento del dollaro USD

La debolezza del dollaro è sostanzialmente frutto della propensione al rischio che è rimasta intatta tra gli investitori, che scommettono anche su maggiori stimoli non solo dall'Europa ma anche dagli Stati Uniti.

Al Congresso americano si è cominciato a discutere su un nuovo disegno di legge riguardo agli aiuti per la lotta al coronavirus. I repubblicani vogliono che l'imminente legge sugli aiuti al coronavirus non costi più di $ 1 trilione mentre i principali democratici si sono impegnati a lottare per molto di più - nel raggio di $ 3 trilioni di dollari. Le aspettative di una maggiore spesa pubblica hanno compensato le preoccupazioni sull'aumento dei casi di coronavirus negli Stati Uniti e le paure per il deterioramento delle relazioni USA-Cina. L'indice del dollaro si è attestato a 95.949, vicino al minimo di tre mesi di 95.716 toccato il mese scorso.

mercoledì 23 ottobre 2019

Valute, la sterlina resta in balia delle onde provocate da Brexit

La sterlina britannica è senza dubbio la più attenzionata sui mercati delle valute, e sta vivendo una congestione significativa a causa delle riunioni relative all'uscita del Regno Unito dall'UE. E sono in tanti a pensare che su questo asset finanziario ben presto ci sarà una forte volatilità.

La Brexit e la valuta britannica

La dinamica della sterlina non è stata molto stabile di recente, minata com'è dall'incertezza sulla Brexit. Sebbene recentemente ci siano stati sviluppi positivi, la questione non è affatto chiarita. Boris Johnson è riuscito a ottenere l'approvazione di un nuovo accordo sull'uscita, ma manca ancora il passaggio parlamentare perché prima di una decisione finale bisognerà studiare tutta la legislazione correlata, che richiede tempo. Il premier britannico ha incassato una nuova battuta d’arresto in Parlamento: sì al suo accordo, ma no all’iter accelerato per mandarlo in porto entro il 31 ottobre.

Mentre si fa strada l'ipotesi di una estensione del periodo di permanenza dentro la UE fino al 31 gennaio 2020 (i leader Ue dovrebbero concedere il rinvio di tre mesi rispetto all’ipotesi di uscita fissata al 31 ottobre 2019), la sterlina continua a ballare. La valuta britannica ha viaggiato spesso in altalena, toccando anche i massimi di cinque mesi contro il dollaro salvo poi ridiscendere, mandando su e giù anche l'indicatore MACD trading.

Considerazione: gli intermediari danno tante possibilità di deposito per i conti, si può ad esempio fare trading paypal postepay plus500 etoro.

Il futuro è pieno di dubbi

Il punto è che nessuno può dire con certezza come finirà la lunga epopea Brexit. Se il Parlamento approverà l'attuale accordo presentato da B. Johnson, la sterlina riceverà un sostegno. Se il Parlamento continuerà a respingere le iniziative del primo ministro, la sterlina potrebbe mostrare una tendenza al ribasso. Gli esperti non escludono un ritorno completo al punto di partenza, ovvero l'intero ciclo di negoziazioni e approvazioni può ricominciare. Ciò può turbare in modo permanente la valuta britannica.

sabato 7 settembre 2019

Rand sudafricano in forte ascesa, ai massimi di un mese sul dollaro

La settimana si è chiusa benissimo per il rand sudafricano, che venerdì è salito di oltre un punto percentuale contro il dollaro, arrivando a un nuovo massimo di un mese.

La spinta al rand sudafricano

A dare lo slancio alla valuta sudafricana è stato il rapporto tiepido sul mercato del lavoro negli Stati Uniti, che ha trascinato giù il dollaro. I dati in chiaroscuro del mese di agosto hanno infatti rafforzato la prospettiva di un rallentamento dell'espansione e la possibilità di ulteriori tagli dei tassi di interesse dalla Federal Reserve. Lo scioglimento delle tensioni negli attuali conflitti commerciali tra la Cina e gli Stati Uniti questa settimana ha contribuito a rafforzare il rand, come le altre valute emergenti. I negoziatori dei due paesi si incontreranno all'inizio di ottobre a Washington, e questo ha suscitato le speranze di una possibile soluzione alla guerra commerciale che ha scosso i mercati e sconvolto l'economia globale.

Ma il risultato è stato anche frutto dei dati sul prodotto interno lordo del Sud Africa, che nel secondo trimestre sono stati molto migliori del previsto. L'economia più industrializzata del Continente Nero è cresciuta del 3,1%, dopo una contrazione del 3,1% nel primo trimestre. Gli economisti avevano previsto un'espansione inferiore, del 2,4%. Per contro, il disavanzo delle partite correnti si è però ampliato nel secondo trimestre.

Le reazioni del mercati

Basta prendere una qualsiasi trading Forex online piattaforma per vedere che la coppia USD-ZAR è scesa dell'1,06% a 14,7275, cosa che non si verificava dal 2 agosto, da una chiusura durante la notte di 14,8850. La sessione di venerdì ha portato i guadagni settimanali del rand a oltre il 3,5%.

Suggerimento: prima di fare operazioni sul mercato valutario, occorre capire bene i forex pips cosa sono e padroneggiare a dovere questo concetto.

Anche il comparto azionario ha vissuto giorni positivi, grazie al miglioramento del clima sui mercati globali. L'indice All-Share è salito dello 0,2% a 55.591 punti, mentre anche l'indice Top-40 blue chip ha guadagnato lo 0,2% a 49.673 punti.

martedì 30 ottobre 2018

Valute, il dollaro riprende quota contro lo Yen giapponese

Lo Yen giapponese sta perdendo terreno nei confronti del dollaro per la seconda sessione consecutiva questa settimana, e adesso la coppia di valute Usd-Jpy potrebbe tornare a puntare verso quota 113.

Le dinamiche delle due valute

Nel corso della notte sono stati resi noti alcuni dati macro nipponici, che però non hanno inciso sull'andamento della coppia di valute. S'è registrato ancora un calo per la disoccupazione, il cui tasso a settembre è sceso al 2,3%, rispetto al 2,4% registrato nel mese precedente. Il dato appare migliore delle attese che indicavano un livello stabile. Calano di 280mila unità i disoccupati, che rispetto allo scorso anno sono il 14,7% in meno. Gli occupati invece sono saliti dell'1,8% rispetto all'anno precedente. Sono inoltre stati resi noti i dati sulle vendite al dettaglio, scese dello 0,2% (come da attese) rispetto al precedente +0,9% di agosto. Su base annua il rialzo è del 2,1%, in linea con le stime, dopo il +2,7% precedente.

Le vicende dello Yen sono molto legate a quello che accade sul fronte della guerra commerciale. Queste sì che incidono sull'andamento di questa coppia di valute. I mercati hanno visto una svolta importante nel discorso di Donald Trump a Fox News, dove il presidente ha parlato di un "grande affare" con la Cina per il commercio. La notizia fa ritenere una possibile schiarita all'orizzonte, e questo ha intaccato lo status di rifugio sicuro dello Yen giapponese continuando a sostenere lo slancio positivo della coppia USD-JPY.

Consiglio: studiate bene le configurazioni di candele prima di fare investimenti online. Uno di questi è il piercing line pattern forex.

Situazione tecnica della coppia Usd-Jpy

Dopo la resilienza di venerdì sotto la SMA a 100 giorni, la coppia di valute ha messo in scena una solida ripresa all'inizio di una nuova settimana. Come si può vedere sui siti trading forex gratis, la coppia si aggira attorno al valore di 112,65 che è considerato una "resistenza chiave". Una rottura di questo livello indicherebbe che l'attuale pressione al ribasso è diminuita e che la marcia del dollaro potrebbe andare avanti. Sarà ora interessante vedere se i tori sono in grado di mantenere la loro posizione dominante nella coppia.

martedì 10 aprile 2018

Mercato valutario, gli occhi dei trader restano sulla questione Cina-USA

Continua ad essere la tensione tra Cina e USA il principale driver del mercato valutario. La notizia più fresca riguarda la possibile scelta della Cina di deprezzare lo yuan come "arma" contro gli USA. Una valuta più debole significa infatti vantaggio competitivo rispetto al dollaro, e questo potrebbe essere uno strumento di pressione nello scontro commerciale con gli americani. Secondo le ultime notizie, i funzionari cinesi stanno conducendo uno studio sull'impatto di questa scelta. Il che non vuol dire che sarà attuata, ma già l'ipotesi di una svalutazione della valuta cinese basta ad agitare i mercati.

L'andamento del mercato valutario

Questi ultimi peraltro avevano vissuto un lunedì abbastanza sereno, con una ventata di ritorno di propensione al rischio. Questo vale specialmente nel mercato valutario. Chi fa trading con postepay (plus500 etoro) paypal ha visto gli effetti delle dichiarazioni accomodanti del segretario del Tesoro Mnuchin sui discussi dazi sui prodotti cinesi. La maggiore propensione al rischio nel Forex ha favorito soprattutto l’euro, che si è apprezzato sul dollaro tornando nuovamente oltre quota 1,2310. Meno brillante il percorso della valuta unica contro la sterlina, si viaggia in area 0,8710 (occhio al possibile aumento dei tassi nella riunione BoE del 10 maggio).

Continua invece la tiepida marcia al rialzo dello yen. La valuta giapponese finora ha beneficiato della dichiarazioni del Governatore dell'istituto nipponico Kuroda, che ha ribadito che la BoJ procederà al rialzo graduale dei tassi ma solo in modo non traumatico. Lo yen ha probabilmente goduto anche del clima di avversione al rischio della scorsa settimana, giocando così il proprio ruolo di bene rifugio (qui si può approfondire il tema quali sono le migliori piattaforme di trading online).
Riguardo alla Cina, le indiscrezioni su una possibile mossa svalutativa dello yuan hanno ovviamente aumentato le incertezze sulla valuta cinese, dalla quale molti investitori si stanno tenendo cautamente alla larga.

mercoledì 13 dicembre 2017

Valute, gli investitori aspettano le mosse di FED e BCE


L'appuntamento cruciale della giornata per i mercati finanziari - in speciale modo quello delle valute - è senza dubbio quello con l'ultimo meeting annuale della Federal Reserve. L'istituto centrale americano si riunirà per l'ultima volta sotto la guida del governatore Janet Yellen, che da febbraio verrà sostituita da Powell. I mercati guardano con grande attenzione alla riunione di oggi, dal momento che si aggiunge dopo una serie di dati macroeconomici che hanno sostanzialmente confermato il buono stato complessivo dell'economia americana. Le prospettive dell'economia americana evidenziano una crescita che dovrebbe proseguire anche nel 2018, sebbene a un ritmo più moderato.

Le mosse della FED e le valute

Ci si aspetta quindi che il FOMC (Federal Open Market Committee) proceda al rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base, completando quindi il ciclo di tre ritocchi al costo del denaro previsti nel corso del 2017. Verrà quindi compiuto dagli Stati Uniti un ulteriore passo lungo quel processo di normalizzazione di politica monetaria che sta andando avanti da un anno circa.

Nel frattempo sul mercato delle valute la coppia euro dollaro rimane sostanzialmente stabile a 1,174. Si può trovare un supporto principale a quota 1.1712 dove c'è un ritracciamento di Fibonacci (qui c'è la guida su come usare Fibonacci trading) per un possibile rimbalzo, mentre la resistenza è fissata verso 1.1811 (altro ritracciamento).

Occhio alla BCE


C'è da aspettarsi comunque che i trader su valute infatti rimangono abbastanza guardinghi durante tutto l'acro delle giornata, in attesa di ciò che emergerà dopo il meeting di questa notte. Ma anche in vista del meeting in programma domani della BCE. Saranno quindi due gironi intensi per testare le proprie tecniche di trading intraday forex.

Circa la BCE, nessuno si aspetta chissà quali mosse. Tuttavia sarà molto importante ascoltare i commenti che seguiranno la riunione, per capire se la Eurotower continuerà ad avere un atteggiamento prudente oppure no.

martedì 24 ottobre 2017

Criptovaluta che passione, il 2017 è stato l'anno del boom


La criptovaluta è la grande protagonista dei mercati finanziari di questo 2017 che sta volgendo ormai termine. E quando si parla di valute digitali, senza dubbio in primo luogo ci si riferisce a Bitcoin, la madre nonché più famosa di tutte. Passando attraverso i suoi eccessi positivi e negativi, Bitcoin è riuscito a conquistare sempre più consensi e utilizzatori nel popolo degli internauti. Quanto sia riuscito a farlo è sotto gli occhi di tutti: da inizio 2017 Infatti le quotazioni di Bitcoin sono cresciute quasi del 700% (dati di markets.com, cos'è come funziona puoi vederlo qui).

L'ascesa della criptovaluta 

La criptovaluta piu famosa al mondo vale adesso circa 6000 dollari. Se consideriamo soltanto l'ultimo mese di negoziazioni, l'aumento che ha fatto registrare è stato di 1500 dollari. Chi a inizio anno aveva pronosticato un tracollo finora è rimasto deluso. Bisogna però ammettere che una forte ondata speculativa sta continuando a spingere le criptovalute, e che non è tutto oro quel che luccica. Insomma, i rischi sono sempre dietro l'angolo. Basta aprire una qualunque piattaforma di trading (vedi qui come si fa l'apertura conto Plus500 registrazione) per vedere come il grafico di Bitcoin abbia avuto oscillazioni paurose negli ultimi mesi.

Ovviamente la crescita e la spinta che ha ricevuto Bitcoin hanno alimentato la nascita di tantissime altre valute digitali. Attualmente se ne contano circa un migliaio, per una capitalizzazione complessiva che supera i 170 miliardi di dollari. Numeri che secondo gli esperti confermano che il settore delle valute digitali è ormai in piena concorrenza con quello delle valute tradizionali. E' chiaro che rimangono ancora molti punti oscuri in questo mondo crypto finanziario. I rischi infatti sono sempre dietro l'angolo e come si è già visto in passato le oscillazioni dei prezzi possono portare oltre a grandi guadagni anche a clamorose perdite.

La crescita fuori dai mercati


Nel frattempo però, il fenomeno delle criptovalute non si esaurisce soltanto nei mercati finanziari. L'utilizzo di queste monete infatti sta crescendo anche fuori di internet, soprattutto per il pagamento di servizi. Ma c'è chi (il municipio di Chiasso) ha dato il via al pagamento di una parte delle tasse locali in Bitcoin; anche scuole e organizzazioni umanitarie hanno deciso di accettare pagamenti in criptovalute, come farà l'università Australiana.

lunedì 2 ottobre 2017

Forex: manipolazione dei prezzi, Deutsche Bank patteggia 190 milioni di multa


Manipolazione dei prezzi nel mercato valutario, più conosciuto come Forex. Per questa accusa, nei giorni scorsi la Deutsche Bank ha firmato il patteggiamento presso la U.S. District Court in Manhattan. In base a questo accordo, il colosso tedesco dovrà pagare ben 190 milioni di dollari per la pratica illecita, anche se i vertici dell'istituto continuano a negare di avere responsabilità dirette. Una situazione che ha gettato nello sconforto molti trader, che hanno visto cadere la stima verso molte delle migliori piattaforme trading online gratis.

Le multe a carica dei furbetti del Forex

Affinché l'accordo preliminare abbia effetto, occorre tuttavia che ci sia l'approvazione da parte di un giudice. Deutsche Bank si trova in discreta compagnia, dal momento che non è la sola ad essere finita nel mirino della Foreign Exchange Benchmark Rates Antitrust Litigation, ovvero una mega causa che venne lanciata dagli investitori valutari nei confronti di 16 banche. Di queste 15 hanno già patteggiato per un totale di 2,31 miliardi di dollari di risarcimenti, mentre non ha ancora voluto accordarsi Credit Suisse, una di quelle che dal confronto spread broker più bassi risulta tra le migliori.

Gli investitori hanno accusato le banche di manipolare i tassi di riferimento monetari (WM / Reuters Closing Spot, o la Fix) condividendo ordini e informazioni commerciali riservate per coordinare le proprie strategie. La condivisione avveniva su chat con nomi con "The Cartel" o "The Mafia" mentre le tattiche erano "front running", "banging the close" e "painting the screen".

La cifra del patteggiamento più elevata è quella pagata da Citigroup, che dovrà sborsare 402 milioni di dollari. Al secondo posto c'è un altro nome molto noto: Barclays (384 milioni). Sul podio c'è anche Hsbc Holdings (285 milioni), che deve pure fare i conti con una mega multa da 175 milioni di dollari da parte della Federal Reserve. LE altre banche coinvolte sono Bank of America, Banca di Tokyo-Mitsubishi UFJ, BNP Paribas, Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Morgan Stanley, Royal Bank of Canada, Societe Generale, Standard Chartered e UBS.

venerdì 30 giugno 2017

Valute, l'ipotesi stretta monetaria spinge Euro e sterlina

E' stato senza dubbio l'euro la vera stella del mercato valutario durante questa settimana. Seguito a ruota dalla sterlina. In entrambi i casi sono le indicazioni su un possibile restringimento della politica monetaria ad aver dato la spinta. Gli investitori hanno ascoltato con molta attenzione le parole dei due governatori - Draghi e Carney - che sono parsi più propensi ad essere falchi che colombe. Nessuno dei due ha apertamente detto che si avvicina la stretta monetaria, ma al tempo stesso nessuno dei due l'ha negato in modo categorico. Qualcosa si muove quindi. Mettiamoci pure le difficoltà del dollaro, che invece è stato zavorrato dalle dichiarazioni dovish della Yellen, e il gioco è fatto.

Euro e sterlina sul mercato delle valute

I commenti molto ottimisti di Mario Draghi sulle prospettive d’inflazione nella eurozona hanno spinto gli investitori a comprare euro.
Nella giornata di giovedì la coppia EUR/USD ha toccato quota 1,1435. Si tratta del valore massimo mai raggiunto da oltre un anno. La mossa è stata amplificata anche dalla diffusa debolezza dell’USD, come abbiamo detto. L'indicatore mani forti e deboli hanno evidenziato la massiccia presenza sul mercato di grossi investitori, che hanno spinto su la valuta europea.

Situazione simile l'ha vissuta la sterlina. Il movimento del pound nel mercato valutario è stato supportato dai commenti di Mark Carney su una potenziale stretta. Va ricordato che nel corso dell'ultimo meeting della BoE, ben 3 membri su 8 avrebbero voluto un rialzo del costo del denaro. E' chiaro che questo ha indotto i trader a pensare che presto questo avverrà. La coppia GBP/USD è salita così dell’1,20% a 1,2970, e nessun indicatore inversione trend ha acceso il segnale su un possibile cambio di rotta al ribasso.

Ma cosa succederà adesso? Difficile ipotizzare che l'euro possa perdere vigore nei prossimi giorni, ma altrettanto difficile è immaginare che si vada avanti così ancora a lungo. Riguardo alla sterlina, gli eventi ci hanno abituati a navigare a vista dal momento che c'è sempre l'ombra della Brexit che incombe sui nostri trade.

sabato 3 giugno 2017

Euro, la prova di forza continua malgrado Draghi resti dovish

Tra pochi giorni la BCE si riunirà per decidere che impronta dare alla propria politica monetaria. Nessuno però si aspetta che ci siano dei movimenti, mentre qualche interesse maggiore riguarda se la BCE sarà spinta dai buoni dati macro a iniziare a pensare all'allenamento dei massicci stimoli degli ultimi anni. Già questo passo potrebbe dare una bella scossa al mercato.

Al momento esiste una certa divergenza tra quello che dice il presidente della BCE Mario Draghi e la dinamica dei prezzi sul mercato valutario, dove l'euro ha acquisito costantemente vigore durante il 2017 contro la maggior parte delle valute principali. Non a caso la maggior parte dei segnali forex in tempo reale più affidabili puntano sul rialzo del cross Eur-Usd.

Draghi frena la corsa dell'euro

Nonostante questo, Draghi è sempre stato piuttosto impassibile davanti alla crescita dell'inflazione e al miglioramento della situazione economica della EuroZona. C'è uan cosa da evidenziare: le economie nell'Europa settentrionale viaggiano a buoni tassi, e lì cominciano ad esserci legittimi timori di "surriscaldamento".
Al tempo stesso, gran parte dell'Europa meridionale è in una fase iniziale di ripresa: la disoccupazione è intorno o al di sopra del 10%, e questo probabilmente richiederebbe un approccio più passivo dalla Banca centrale europea.

Si è quindi creata una crescita a doppio ritmo, a due velocità. E al tempo stesso ha creato due visioni diverse circa l'opportunità di uscire dal percorso di stimolo monetario. Non c'è stupore nel sapere che il cancelliere tedesco Angela Merkel abbia detto la scorsa settimana che l'euro è sottovalutato (suggeriamo di osservare il cross EurUsd con l'indicatore oscillatore Acceleration Deceleration).
Ma Draghi invece è rimasto molto dovish: ha affermato che era troppo presto per aspettarsi un cambiamento della politica monetaria perché l'economia ha bisogno di un ulteriore sostegno. Le pressioni inflazionistiche sottostanti continuano a restare deboli e devono ancora mostrare una tendenza ascendente. Insomma, è troppo presto per il tapering.

L'uscita di dati poco entusiasmanti sull'inflazione (a maggio è salita ad un tasso annuo del 1,4% rispetto ad un precedente 1,9%), al momento darà un po' di tempo in più a Draghi per allontanare una manovra restrittiva. Ma la cosa importante sarà conoscere i commenti della BCE riguardo alle proiezioni economiche aggiornate, perché fungerà da driver primario dell'Euro nella prossima settimana.

lunedì 20 marzo 2017

Mercati valutari, cosa aspettarci dopo una settimana deludente?

Comincia oggi la penultima settimana operativa di marzo sul mercato valutario, dopo che la seduta di venerdì era stata abbastanza noiosa e caratterizzata da pochi spunti di volatilità. Eppure di solito la "giornata delle 4 streghe", ovvero quella in cui scadono in contemporanea i contratti future e le opzioni su indici ed azioni, di solito presenta grossi picchi di volatilità. Stavolta invece non è stato così.

L'andamento dell' Euro-Dollaro sui mercati valutari

mercatiLa coppia Eur-Usd, come dimostra l'Indicatore Average True Range (ATR) che esprime la volatilità, non ha avuto una impennata come ci si poteva attendere. S'è trattato comunque di una settimana molto delicata, visti gli appuntamenti macro con BCE, Fed, BoJ e BoE.
Alla fine l'unica che ha cambiato registro è stata la banca centrale americana, che ha proceduto (secondo le aspettative) al rialzo dei tassi di interesse. E proprio mercoledì e giovedì - a seguito della riunione FED - ci sono stati gli spunti più rilevanti sul mercato valutario.

Le parole di Janet Yellen

Del resto la presidente FED Yellen ha condito il rialzo del costo del denaro con parole rassicuranti, ma anche frenato gli entusiasmi riguardo ulteriori numerosi rialzi nel corso del 2017. Insomma, non si vuole accelerare il processo di normalizzazione dei tassi verso l’obiettivo del 3%, se non in presenza di dati macro davvero solidi. La conseguenza è che i mercati azionari hanno accolto con uno sprint rialzista queste parole, mentre il dollaro si è indebolito nel mercato valutario.

Il cross Euro-Dollaro ha segnato un rialzo, come accade ormai da una decina di giorni. Il trend è confermato dall'indicatore on balance volume trading, che se osservato su un grafico a 4ore conferma questa forte tendenza. 

sabato 11 marzo 2017

Forex, si avvicina il rialzo dei tassi FED. Ma intanto l'euro prende terreno

Se dai dati macro ci si attendeva una conferma alla possibilità di un rialzo dei tassi negli USA, ecco puntuale che arriva dal Non Farm Payrolls. Le buste paga del settore non agricolo confermano infatti che l'economia americana è in crescita ed è sempre più solida.

I dati sul lavoro USA che incidono sul Forex

non farm payrollsLe Non farm payrolls fanno segnare per il 77esimo mese consecutivo un saldo positivo, visto che lo scorso mese sono stati creati ben 235 mila posti di lavoro negli States. Addirittura il valore va anche oltre le previsioni degli analisti di Bloomberg (200 mila posti).

Contemporaneamente il tasso di disoccupazione è calato al 4,7% (il valore precedente era 4,8%) ma in questo caso si tratta di una diminuzione che era stata ampiamente prevista dagli economisti. Scende il numero dei disoccupati di lungo termine, ovvero quelle persone che sono senza lavoro da almeno 27 settimane. Il loro numero resta attorno quota 1,8 milioni, ma su base annuale è sceso di circa 358 mila unità. Bene anche i salari, che salgono in media dello 0,2% arrivando a 26,09 dollari l'ora.

Via libera alla Federal Reserve

Il quadro complessivo, come detto, conferma la solidità del settore occupazionale, e quindi in generale il clima di fiducia manifestato dai fondamentali macro economici degli Stati Uniti.
Questo dovrebbe dare un'altra spinta alla FED, che si appresta di qui a pochi giorni ad alzare il costo del denaro. Una mossa che peraltro è il preludio a ulteriori rialzi attesi nel corso del 2017 (forse 3).

I riflessi sul Forex

Sul Forex, nel frattempo il dollaro ha chiuso la settimana in calo rispetto all'euro. Il movimento è stato quasi di un punto percentuale, ed è cominciato dopo le parole di Mario Draghi nel corso della riunione BCE di giovedì scorso. Al momento la coppia scambia a quota 1,0668. Cala anche il dollar index, ovvero l'indicatore che sintetizza la variazione del biglietto verde su un paniere di valute rivali.

Sotto il profilo tecnico, bisogna tenere sotto monitoraggio quella resistenza (appena violata) che c'è a quota 1,0627. Se la violazione sarà confermata, allora potrebbero aprirsi nuovi scenari rialzisti per l'eur-usd. Proveremo a verificare la situazione sfruttando la strategia rsi 2 periodi, e poi vi faremo sapere che novità ci sono.

sabato 21 gennaio 2017

Dollaro, dopo il discorso di Trump per il Forex è il momento della riflessione

Donald Trump è ufficialmente in carica. Il nuovo presidente degli USA ha prestato giuramento, e da oggi comincerà a lavorare formalmente come nuovo inquilino della Casa Bianca. Cosa comporterà questo per il dollaro nei prossimi giorni? Probabilmente poco movimento e tante riflessioni.

La marcia indietro del dollaro

In questo primo scorcio di 2017, la valuta statunitense ha cominciato a perdere colpi nei confronti dell'euro. Secondo i dati del broker binario PocketOption, dal minimo raggiunto il 20 dicembre (1.03897) si è passati al valore attuale della coppia a 1,07028 (vedi Pocket Option Italia). Il guadagno della moneta unica nell'ultimo mese è stato complessivamente del 2,55%.
Certo, siamo ancora lontanissimi dal 1,15331 che si registrava a febbraio del 2016, ma è fuor di dubbio che nell'ultimo periodo l'effetto Trump sia scemato parecchio.

Effetto Trump sul biglietto verde

trumpIl discorso del neopresidente non dovrebbe cambiare molto il lento movimento rialzista dell'euro, anche perché nella prossima settimana gli appuntamenti con dati macroeconomici più interessanti arriveranno solo in coda. Solo venerdì infatti è in programma il dato sul PIL statunitense (4° trimestre), previsto al 2,2% e quindi in calo rispetto al 3,5% del trimestre precedente. Un'attesa che fa capire come gli analisti abbiano diminuito le aspettative sul vigore dell'economia USA.

Fino ad allora il mercato sarà condizionato soprattutto dalle riflessioni degli operatori, specialmente riguardo la politica fiscale che ha in mente Donald Trump, e cosa ne sarà delle promesse di generoso stimolo all'economia. Quelle che inizialmente avevano alimentato le scommesse su una crescita più rapida dopo l'avvento del tycoon alla Casa Bianca.

Lo scetticismo degli investitori

Proprio la mancanza di contenuti più chiari sul programma di Trump, ha fatto scivolare l'ottimismo e ridato vigore alle posizioni degli scettici, alimentando così la fiacchezza del dollaro nell'ultimo mese.
In linea di massima i mercati si sono messi in posizione di attesa, perché fino a quando il programma di Trump non diventerà concreto, sarà dura capire in che direzione si muoverà l'economia americana.

lunedì 16 gennaio 2017

Valute: l'effetto Brexit torna a farsi sentire. L'euro sale contro la sterlina

I timori legati alla Brexit tornano a farsi sentire pesantemente sulla sterlina nel mercato delle valute. Oggi il pound va in picchiata nei confronti di molte divise del paniere principale del forex market, dopo che tra ottobre e novembre aveva messo in atto un parziale recupero. A farsi sentire, come sempre, è il timore delle conseguenze che la hard Brexit potrebbe avere sull'economia britannica.

L'andamento di Eur-Gbp sul mercato delle valute

analisi tecnica Malgrado viaggi a corrente alternata, il cross Eur-Gbp è salito ancora, così come sta facendo quasi da un mesetto. Il cambio dopo aver chiuso venerdì a quota 0,872, stamattina ha aperto con un gap-up discreto (0,8833), e marcia attorno a 0,878. Il guadagno complessivo è circa dello 0,60%.

I timori di una hard Brexit

Sembrano quindi essere ancora pesanti i timori connessi dalla hard Brexit. Va anche detto che si approssima un appuntamento importante, visto che domani ci sarà un discorso da parte della premier britannica Theresa May. L'altro market mover della settimana potrebbe esserci invece giovedì, quando a parlare sarà il governatore BCE, Mario Draghi.

Cosa dicono gli esperti

Intanto i segnali forex gratis in tempo reale suggeriscono "buy", visto che la coppia valutaria procede ancora al rialzo, sia pure con un andamento balbettante (lo dimostrano le candele dal body ridotto) e accompagnato sempre dal timore che possa esserci una svolta dietro l'angolo. Il mercato cioè viaggia in una direzione, ma in modo circospetto perché teme che tutto possa cambiare all'improvviso.

martedì 29 novembre 2016

Sterlina in crescita sull'euro. Riprende il trend post-elezioni Usa?

La sterlina torna a viaggiare a ritmo spedito nel mercato valutario, e si riavvicina nei confronti dell'euro ai minimi raggiunti giovedì scorso a quota 0,845. La valuta britannica beneficia di alcuni dati macro positivi riguardanti la massa monetaria e i prestiti.

I dati che hanno spinto la sterlina

sterlinaL'aggregato M4 a ottobre è salito del 1,1% rispetto al mese precedente, andando anche meglio delle previsioni degli analisti che si erano fermati allo 0,2%. Inoltre i crediti al consumo destagionalizzati sono cresciuti di 1,6 miliardi, leggermente di più di quanto erano le attese da parte degli analisti. Aumentano invece i prestiti totali, che hanno raggiunto la cifra di 4,9 miliardi. Anche in questo caso il valore è superiore a quello del consensus.

In attesa che domani venga reso noto il rapporto sulla situazione finanziaria britannica, la sterlina ha quindi accelerato nel forex market guadagnando su tutte le valute del paniere, così come anche nei riguardi dell'euro. Inoltre i segnali forex gratis in tempo reale continuano a puntare sulla valuta britannica.

Intanto corre anche il dollaro

C'è da dire che la moneta britannica è l'unica che è stata in grado finora di tenere il passo del rally messo in atto dal dollaro, sin dal giorno in cui ha vinto Donald Trump le elezioni americane. All'inizio del mese la sterlina ha spiccato il volo dopo la decisione dell'Alta Corte inglese. Adesso per capire se siamo in presenza di nuovo trend ribassista del cross euro-sterlina, dobbiamo attendere altri dati importanti che verranno resi noti in questa settimana. Anzitutto quello sull'inflazione dell'Eurozona che verrà reso noto oggi (è previsto un leggero rialzo).

Dati macro in arrivo

Inoltre sono attesi altri report interessanti tra giovedì e venerdì, riguardo il settore immobiliare e delle costruzioni britannico. Dati che sono sempre utili a farsi un'idea sulle prossime mosse della Bank of England. Solo dopo questi eventi sapremo se siamo in un nuova fase ribassista del cross Eur-Gbp.

martedì 22 novembre 2016

Valute: effetto sisma, lo Yen impenna ma poi torna a indebolirsi contro il dollaro

Sono state ore molto complicate per il Giappone, che è tornato a fare i conti con l'incubo tsunami, già vissuto drammaticamente nel 2011. E oggi come allora, lo Yen ha immediatamente avuto una reazione sui mercati delle valute, sia pure di breve durata.
Per fortuna alla fine il forte sisma non ha avuto conseguenze dal punto di vista civile, visto che non ci sono stati ne' danni gravi e soprattutto nessuna vittima.

L'effetto sisma sul mercato delle valute

yen-giapponeSotto il profilo delle valute invece, subito dopo che si è diffusa la notizia che un terremoto di magnitudo 7.4 aveva colpito la regione di Fukushima, c'è stata una improvvisa reazione del cross Usd-Jpy secondo i dati della piattaforma plus500, affidabile e sicuro.
Una ondata di vendite ha colpito il dollaro, portando così il movimento del cambio in senso contrario al trend attualmente in corso. Gli investitori hanno reagito così come fecero 5 anni fa, quando a seguito dello tsunami ci fu un apprezzamento del 7% dello yen.

Il crollo dello Yen

Nel corso della notte il cross è crollato da oltre quota 111 fino a quota 110,4. Questo succedeva quando non erano ancora chiare le conseguenze del sisma. Poi però, a mano a mano che la situazione rientrava e pareva sempre più sotto controllo, il cross USD/JPY ha ricominciato il suo movimento ascendente, lungo la scia della sua inerzia passata. Adesso viaggia a 111,04.
Va ricordato però che il Giappone combatte l'incubo deflazione e lo Yen prova a restare a galla da un po' di tempo.

L'opinione della Banca centrale

Intanto il Governatore della Bank of Japan, Kuroda, ha ripetuto che la politica monetaria che seguirà continuerà ad essere molto espansiva, lasciando inoltre intendere che la BoJ gradisce l'attuale indebolimento.
Invece il primo ministro Shinzo Abe ha affermato di essere molto più preoccupato dello tsunami Trump, piuttosto che dell'evento di ieri sera. Il nuovo presidente USA ha infatti annunciato l'intenzione di stracciare la Trans-Pacific Partnership.